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Mario delle ciliegie

Buongiorno sig. Mario, sono Betty, del Giornale Provinciale.

Buongiorno a lei, ma come mai è tornata a trovarmi?

Beh, dopo l'intervista dell'altra volta siamo tornati in redazione e il nostro direttore è rimasto sorpreso per quel poco che avevamo scritto, ma più che altro è rimasto sorpreso da come noi l'avevamo descritta. Così ha insistito perché ritornassi a trovarla.

Come mi avevate descritto?

Veramente, non ci ha fatto una bella impressione, c’è sembrato apatico, un po’ remissivo, tipico di una persona con poca voglia di vivere.

No, no ma che avete capito. È tutto sbagliato!

No?

Vede, l’altra volta quando siete venuti, lei e il suo collega, mi sono detto: "questi vogliono fare il solito articolo sui disabili per descrivere una situazione di estrema difficoltà o meglio ancora esaltarne le qualità funamboliche con il solo scopo di riuscire a strappare un'esclamazione", e questo mi faceva indignare molto, così un po' prevenuto, ho fatto l'esatto opposto a quello che la maggior parte di persone credo si aspetti.
Io non sono una persona remissiva, che cerca compassione, anzi qualche volta sembra che non mi basti mai il tempo per tutte le cose da fare. Certo non sono Mr. Superattivo, ma sono, ci tengo a dirlo, una persona come tante altre, che pur con qualche difficoltà in più, cerca di condurre una vita più VIVA possibile.

Ah ma allora se è così, vediamo di rifare l’intervista

Prima le offro qualcosa…vuole un caffè?

Volentieri, grazie

Un attimo, signorina venga con me. Signorina vero?

Si, signorina.

Allora guardi prenda quelle tazzine lì in alto, quelle del servizio buono e le metta la sul tavolino, cinque minuti ed è pronto.

.....................

Buono!

Grazie, il caffè è una delle cose che mi vengono bene.

Non mi dica che sa anche cucinare!

Mi adatto a fare tante cose, anche perché per me è una continua sfida. Non mi manca certo la voglia e poi come può notare ho cercato di adattare la cucina e gli altri reparti della casa in modo da essere più autonomo possibile.

Io invece sono un disastro, ci provo, ma mai che me ne venisse bene una! Così faccio fare agli altri, anche perché con il lavoro che faccio sono sempre in giro ed a casa ci torno solo per dormire.

Tornando all’interesse della sua redazione per casi come il mio, che purtroppo oggi "tocca" da vicino migliaia di persone ogni anno, le consiglio di leggere: La contea dei ruotanti (Franco Bomprezzi) un libro, secondo me, dove si parla in modo semplice, ma chiaro del "mondo dell’handicap" e non solo. L’invito a leggerlo così poi se vuole ne possiamo discutere insieme; oppure Nati due volte (Giuseppe Pontiggia)

Va bene.

Ah, mi deve scusare ma mi sono ricordato che devo passare in farmacia a prendere le solite pasticche, sono rimasto senza. Mi dimentico sempre di comprarle prima che finiscano anche se ogni volta mi riprometto di farlo, sono fatto così. Vede, anche questa cosa, mi fa pensare che una persona anche dopo aver subito un grosso trauma come il mio, fondamentalmente poi non cambia. Voglio dire che se uno prima era una persona attiva, pignola, disordinata, stronza, sfaticata, sbruffona, altruista e ecc. ecc., dopo un primo momento di "sbandamento" che può durare un tempo più o meno lungo, poi torna a comportarsi come prima

Ma, ci va lei in farmacia?

Solo nei casi in cui rimango senza come oggi, vale a dire spesso.

Non è che vuole sfuggirmi?

No, che dice!

Senta, che ne direbbe se l'accompagnassi, così possiamo continuare la nostra conversazione?

Volentieri, però si deve allacciare le cinture, ma soprattutto non deve gridare al primo pedone che metto sotto!