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Che sollievo!...

C'è qualcosa che non va, non respiro bene, ho come la sensazione che qualcosa o qualcuno mi stia soffocando.
Con uno scatto spingo da parte la sensazione, un rumore strano, e in un attimo, questa, diventa qualcosa di più.
Apro gli occhi all’improvviso, ma non vedo niente, così la mia mano corre all'interruttore.
Rimango un istante infastidito dall'improvvisa luce, e attraverso le fessure degli occhi che man mano si allargano, scruto ogni angolo della mia camera da letto, cercando una giustificazione plausibile che calmi la mia agitazione

Eravamo ai primi di gennaio ed ero solo quella sera in casa, moglie e figlia erano andati a cena con le rispettive amiche; sentivano il bisogno, dopo tante chiacchiere ed abbuffate con i parenti, di stare un po' insieme tra donne, a raccontarsi dell'altro.
Ah, quasi dimenticavo, non ero completamente solo, c'era il mio cane.
E proprio questo mi diede una certa tranquillità, perché era rannicchiato al suo posto, come sempre in fondo alla camera;
se c'era qualcuno senz'altro l'avrebbe segnalato.

In ogni caso, per stare più tranquillo, scendo dal letto e mi faccio una ricognizione minuziosa della camera;
sotto il letto, niente,.. dietro le tende, niente,... fra il comò e l'armadio, niente neppure li.

Il cane ha aperto gli occhi e alzato l'orecchio come a dire: qual cosa non va? Dopo essersi stiracchiato, mi viene incontro scodinzolando.

Ma il dubbio è ancora lì, e così non faccio altro che, dandomi dello stupido, un'altra ispezione dentro l'armadio e nei cassetti.
Niente!

 Rincuorato sto per rimettermi a letto, ma ormai il sonno è passato, così mi metto le pantofole, e con la scusa di bermi qualcosa di caldo, do un'occhiata anche al resto della casa.

Metto su l'acqua e decido per una camomilla, sbirciando in giro, facendo finta di niente.

Vicino all'albero di Natale con ancora le luci accese, c'è uno dei regali da me ricevuti, un porta CD di legno fatto artigianalmente, di quelli che di solito si vedono nei mercatini, venduti dagli africani.
Un telaio alto circa 70 centimetri e dietro attaccato come a sorreggerlo, un piccolo indigeno scuro sempre in legno, poco più alto con una faccia cupa e un ciuffo di capelli fatto con lo spago. Era incartato in un grosso pacco e mi era stato detto di non aprirlo prima di Natale, ed io, come un bravo bambino, mi ero attenuto a questo volere. Però, la curiosità aveva portato la mia immaginazione a chissà quali piacevoli sorprese.
E sorpresa è stata, quando, dopo gli auguri di rito, l’imballo colorato è stato tolto e mi sono ritrovato con questo Coso, perché non so ancora come chiamarlo.

Non sapendo dove metterlo, per il momento, era rimasto lì

Ora che lo guardavo meglio (l'indigeno), mi sembrava più brutto, con un ghigno minaccioso.

Vuoi vedere che...

Ma no, che stupido!

Mi avvicino con circospezione e crescente agitazione, quando...

Eccola lì, come un'apparizione liberatoria una carrozzina per disabili! La mia carrozzina!

Era vicino al divano. Camuffata da sedia normale, dalla solita incuria che i giovani hanno per i loro indumenti.

Così mi ritrovo all’improvviso nel mio letto. Con il cuscino bagnato dal sudore.  Contento di non sentire le mie gambe e parte del mio corpo. Paradossalmente.
Era stato un sogno. Solo un brutto sogno. Che sollievo...

Che strano però, non avrei mai immaginato che fagioli con le cotiche e un sughetto piccante, sarebbero stati capaci di produrre (oltre ad altri spiacevoli effetti) questi stati di allucinazioni.
Vada anche per i due o tre bicchieri di vino rosso e per quel grappino a fine pasto, ma non mi sembrava di aver così esagerato.

Mah...

Perché era vero che eravamo ai primi di gennaio, era vero che ero solo in quel momento, ed era anche vero che per Natale mi avevano regalato quel Coso, che era lì, vicino all'albero, con alcuni dei miei CD inseriti nei suoi scomparti. Ma il resto...

Eppure...

Così non faccio altro che trovare, dopo vari tentativi, l'interruttore, mi guardo intorno un po' a fatica per la luce improvvisa, ed un tuffo al cuore, il cane non è nella sua solita cuccia.

Lo chiamo piano, niente, più forte, niente.

Ora mi sento più solo che mai, e per giunta paralizzato nel mio letto, non come in sogno!

 Calma mi dico con la pressione che sale.

Di nuovo chiamo, ed ascolto, di nuovo niente.

Si, ecco sento qualcosa, un rumore come di passi svelti, ma non mi sembrano quelli del cane,no, non sembrano proprio.

Ora li sento più vicini, più marcati.
A questo punto, urlo, più per togliere quel tappo che mi sta chiudendo la gola, che in un'insperata risposta.

Ed invece ecco irrompere nella stanza, tutti i membri della famiglia, cane compreso, che molto probabilmente era rimasto fuori.

Ed è proprio il cane il primo a saltare sul letto, mentre mani fredde, (le donne!) mi asciugano il sudore.

"Allora, non ti si può lasciare solo nemmeno un minuto, come i bambini !?"

"Con chi ce l'avevi, pa'? Non mi dire che ce l'hai ancora per quello..."

"Dai, che ci pensiamo domani."

Che fine ha fatto il Coso? indi-porta CD.jpg (4643 byte)

Mettiamola così: un giorno faceva freddo ed ho acceso il camino...

 

Piccolo suggerimento a parenti ed amici: per natale e per le feste regalate cose semplici, magari un libro.
Così si evitano brutti sogni!

 (un caro ringraziamento a Gloria per i suoi preziosi consigli, di scrittrice)