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Un altro particolare di cui si sa poco, ma che che è essenziale nella vita di uno smidollato, è:Il Passaggio. Non il passaggio in autostop, tipico degli anni 60 e 70, né ancora quello più famoso di Nord-Ovest. Ma precisamente quell' insieme di movimenti che si succedono l'uno all'altro, affinché una persona in carrozzina possa spostarsi sulla o dalla carrozzina. Tecnica, capacità equilibristiche, e forza permettono questo spostamento del corpo da un posto all'altro. Alcune volte eseguiti con impensabile abilità e leggerezza altre con preoccupante sforzo e goffaggine, ma il risultato alla fine non cambia. Sempre il culo da qualche parte... si appoggia!
Impossibile da vedersi in un comportamento normale se non guardando Yuri Chechi, quando si esercita, al cavallo ginnico.
Capace da solo nel farlo il paraplegico, più difficoltoso e bisognoso d'aiuto il tetraplegico.
All'inizio non è facile per nessuno e la paura di cadere aumenta le difficoltà, si è goffi e titubanti, ma con la pratica e l'aiuto di ausili (tavoletta) alla fine chi non ha una lesione tanto compromettente, riesce a disbrigarsi bene.

Chi l'avrebbe mai pensato che per spostarmi avrei utilizzato la forza delle braccia? E non solo per spingere sta carrozzina, ma per sedermi da un posto ad un altro!

Braccia rubate all'agricoltura... ah ah ah!!

Oplà, visto che passaggio? E poi seduto su questa poltroncina faccio un figurone! Nemmeno sembro un paraplegico.

Ecco bravo, accavalla pure le gambe.

Così?

Perfetto! Io se provo a fare un passaggio come il tuo, minimo mi rompo tre costole.

Non ti preoccupare, con calma. Anch'io all'inizio non ero tanto sicuro come adesso. Prima con la tavoletta, poi senza. Ma ho preso certe sculate!

Io non ci riesco da solo, perché ho una lesione alta, così per fare i passaggi uso la tavoletta e mi faccio aiutare da qualcuno. Mi ricordo le prime volte quando facevo i passaggi aiutato dalla fisioterapista, mi sembrava di cadere da un momento all'altro. Appoggiavo la mia testa al suo corpo come punto d'appoggio, ("datemi un punto d'appoggio e vi solleverò il mondo" Io ci provavo ma avrei voluto vedere Archimede al mio posto!), poi lei quasi prendendomi per il fondo schiena, mi aiutava piano piano ad avanzare sulla tavoletta fino al letto o sulla carrozzina. Certe figure!

Perché?

Perché capitava che involontariamente appoggiando la testa, scivolavo sul suo collo, poi più giù fino a incastrarmi in mezzo ai suoi seni.

Dai che facevi apposta!

Macché, più mi appoggiavo per tirarmi sù e più affondavo! Per poco non rimanevo soffocato!

Che bello soffocare così!

Ma va là va! E poi mica capitava sempre che l'assistente era una donna, quando era un uomo, povero il mio naso! Comunque tutto relativamente facile quando si è seguiti ed aiutati da persone esperte. I problemi iniziano quando poi ti trovi con chi non ne sa niente di come si fanno i passaggi. Anche perché spesso un passaggio non riuscito ti mette con il culo per terra o peggio ancora, ti procura una ferita che si trasforma in piaga da decubito, difficilmente guaribili in poco tempo. 

Questo vale anche per chi, che come me, è capace da solo. Perchè capita, ormai tale è l'abitudine nel fare i passaggi, che si dimenticano le più  elementari precauzioni, tipo tirare i freni. Giorni fà, infatti, nel salire in auto, premetto che ero di fretta, nel sollevarmi dalla carrozzina, questa mi si sposta indietro. Una sculata! Il "bello" è che la carrozzina non era più alla mia portata e sono stato costretto a sedermi vicino ad una pianta in attesa che qualcuno si accorgesse di me. Non potevo mica gridare: " AIUTOOO"! Sai che figura!

Con me invece fanno presto. Mi prendono e mi trasferiscono con facilità, peso quasi 50 kg! Qualche volta i miei amici non ci badano tanto, e mi fanno volare letteralmente da un posto all'altro. Per ricompormi ogni volta ci vorrebbe l'ortopedico!

Il mio primo passaggio:
Cerca di venire un po' avanti, ancora di più..., bene.
Metti i piedi per terra. Ecco così, bravo.
Ora metti le mani sopra le ruote e cerca di alzarti quel tanto che ti permette di scivolare sulla tavoletta e da qui passiamo poi sul lettino.
Pronto? 1 2 3 via.
Attento! Stai su in equilibrio, no no non ti appoggiare a me!
Tranquillo ci sono quà io.
Di nuovo 1 2 3.
(nei primi tempi, contare è essenziale per sincronizzare i movimenti tra l'assistente e chi è  in carrozzina. Io conto anche ora, forse penso che ormai faccia parte del passaggio...).
Dai che ce l'hai quasi fatta!
Forza 1 2 3... Bene così... fatto. 
Sei stato bravo, ma cerca per le prossime volte di non appoggiarti a chi ti sta di fronte.
Ora aggiustiamoci e proviamo a ritornare in carrozzina.
Pronti? 1 2 3... noooo non ti devi appoggiare! Allora il tuo è un vizio!

Ha detto la mia fisioterapista che domani vuole uno dei miei familiari, così gli insegna come assistermi nei passaggi, sai che ridere, se non sono caduto fino ad ora, stai a vedere che con uno meno esperto, ci riuscirò senz'altro!

Ed invece, dopo un po' di tempo, devo dire che ormai i passaggi non mi impensieriscono più, sono diventati una cosa abitudinaria, come prima era allacciarsi le scarpe. Non posso dire che sono tutti eseguiti nei modi più appropriati, e che farebbero rabbrividire qualsiasi fisioterapista di unità spinale, ma va bene anche così l'importante è non farsi male.

Comunque se vi capita di avere a che fare con una persona in carrozzina che deve fare un passaggio, prima sentite se ha bisogno, e seguite i suoi suggerimenti. Se poi vi sembra complicato non fate altro che prenderlo come un sacco di patate se è un uomo, oppure in braccio se è una donna, e fate il trasferimento, ma se è sovrappeso vi consiglio di lasciarlo dove si trova, così impara a non mangiare troppo!

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